Malattia di Lyme: info su sintomi e terapia di cura

La Malattia o Morbo di Lyme o Borreliosi è un’infezione veicolata dalle zecche che colpisce soprattutto la pelle, le articolazioni, gli organi interni e a volte anche il sistema nervoso. Che cos’è nello specifico? Scopri tutti i dettagli continuando a leggere l’articolo!

La malattia di Lyme prende il nome dall’omonima città americana in cui fu descritto il primo caso nel 1975, è più comune di quanto sembri, infatti è considerata la più frequente patologia umana trasmessa dalle zecche. E’ una patologia di origine batterica che fa parte del gruppo di malattie che possono essere trasmesse dagli animali vertebrati all’essere umano.

Le zecche sono dei parassiti ematofagi che vivono sulla pelle dell’animale, al quale si attaccano; succhiando il suo sangue si ingrossano, per poi diventare adulte e liberare sul terreno molte uova, di fatto riproducendosi.

Possono colpire in qualsiasi periodo, ma sono più frequenti dalla primavera all’autunno, quando il clima è caldo e umido. La malattia di Lyme è causata principalmente dal batterio Borrelia burgdorferi sensu striato, presente in Europa ed unico agente di infezione nel Nord America. Ci sono anche il Borrelia afzelii e il Borrelia garinii, che si trovano invece in Europa, in Asia e in Africa.

I principali mezzi di trasmissione dell’infezione possono essere, oltre ai cani, anche animali selvatici come roditori, cervi, lepri, ecc.. Il periodo di incubazione varia dai 4 ai 25 giorni ed in genere la malattia si manifesta con un eritema cronico migrante, che col tempo può diventare un’enorme macchia circolare-ovale o anche triangolare.

All’eritema spesso si aggiungono anche febbre, dolori muscolari, mal di testa e collo rigido. Nel peggiore dei casi anche dolori cardiaci, articolari e problemi neurologici.

Tra i sintomi meno frequenti, gli esperti includono difficoltà di concentrazione, perdita di memoria e irritabilità. Per la terapia si ricorre necessariamente agli antibiotici, efficaci solo in caso di diagnosi tempestiva.

Di solito negli stadi più lievi, si ricorre alla Amoxicillina per un periodo che va da una a tre settimane, oppure penicillina o eritromicina in caso di allergia al farmaco. Se la malattia è in uno stadio più avanzato, invece, si abbinano anche i corticosteroidi.

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