I nostri capelli sono vivi o morti?

A dispetto delle pubblicità che promettono capelli brillanti e “vivi”, se si usano certi prodotti, i nostri capelli sono, di fatto perfettamente morti, né possono essere resuscitati dall’uso di una lozione. I peli, che comprendono anche i capelli, sono in effetti escrescenze della pelle, nate da strutture dette “follicoli”, che si trovano nel nostro corpo in quantità ad un numero pari a circa 5 milioni. Ebbene, 100.000 di tali peli sono distribuiti nel solo cuoio capelluto. Quando emerge alla vista dal suo bulbo, nel follicolo posto in profondità nella pelle, il capello è morto da gran tempo: le sue cellule non sono infatti più capaci di dividersi per produrre nuovi “nati”. L’esercizio quotidiano di pettine e spazzola, d’altra parte, basta a spezzarne un numero oscillante tra 50 e 100.

Per quando morti, i capelli rimangono comunque elastici; lo dimostra il fatto che, quando sono bagnati, è possibile tenderli per circa il 60% della loro lunghezza, mentre poi recuperano la lunghezza, mentre poi recuperano la lunghezza iniziale non appena li rilasciamo.

Se i capelli non sono vivi, perché continuano a crescere?

La “sopravvivenza” dei parrucchieri dipende dal fatto che i capelli umani crescono in una misura oscillante fra i 12,7 e i 15,2 centimetri all’anno. Il che non significa che i capelli che cadono sotto le loro forbici siano vivi. Nelle profondità dei follicoli, in realtà, si formano in continuazione nuove cellule di capelli, ma quelle che tali nuove cellule spingono verso l’alto sono già morte.

Questo processo dura un periodo variante tra i due e i sei anni, finché le radici dei capelli non decidono, a turno, di “riposarsi”, smettendo di produrre nuove cellule. Circa tre mesi dopo, le radici si staccano dalla base del follicolo e un colpo di spazzola basterà a estirpare completamente il capello. Dopo un periodo di recupero di altri tre mesi, il follicolo produce un altro capello al posto di quello estirpato.

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