Perché le punture di zanzara causano prurito?

Ci sono ben pochi animali che suscitano tanta antipatia come le zanzare, soprattutto perché, oltre ad infestare gli ambienti per circa tre mesi, le loro punture sono così irritanti e pruriginose che possono notevolmente rovinare una bella serata all’aperto con gli amici o un momento di relax in giardino. Leggi l’articolo per sapere perché la puntura di zanzara provoca tali spiacevoli sensazioni.

Il fastidio ulteriore procurato durante il riposo notturno col ronzio persistente e incessante e quella irritante sensazione di prurito che accompagna per il resto della notte…che scocciatura! Ma perché dunque le punture di zanzara prudono?

Quando una zanzara si posa sulla pelle alla ricerca di sangue, introduce una piccola proboscide dai contorni seghettati nell’epidermide, alla ricerca di un capillare. Allo stesso tempo, inietta saliva che contiene enzimi con una duplice funzione: anestetizza la zona della cute (per non far sentire dolore) e mantiene il sangue fluido, fermando la coagulazione, che impedirebbe alla zanzara di aspirarlo.

Il prurito, l’arrossamento e il rigonfiamento della parte colpita dalla puntura di zanzara è dovuto a questi enzimi. Per l’organismo umano si tratta ovviamente di elementi “estranei” minacciosi, di conseguenza le mastociti rilasciano istamina, una sostanza naturale che si addensa intorno alla zona colpita e che provoca una dilatazione dei vasi sanguigni.

La quantità di istamina rilasciata dal proprio corpo non è sempre uguale e cambia anche da soggetto a soggetto, per questo ci sono persone più o meno sensibili alle punture di zanzara. Tale rilascio ha come conseguenza che l’area intorno alla puntura aumenti di volume (gonfiore), diventi rossa (arrossamento) e inizi a prudere.

La durata del prurito varia da persona a persona, in genere le punture di zanzara provocano un rigonfiamento e un’area arrossata grande quanto una monetina e tali effetti possono durare anche fino ad un giorno per alcuni.

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